Flussi turistici

Verona, a settembre oltre 917mila visitatori nel centro storico

La componente italiana traina la ripresa, mentre gli Stati Uniti diventano il primo mercato straniero

Verona, a settembre oltre 917mila visitatori nel centro storico

Il centro storico di Verona torna a crescere dopo la contrazione registrata ad agosto. A settembre 2026, nell’area interna all’ansa dell’Adige, sono stati rilevati circa 917mila visitatori, contro gli 839mila del mese precedente. L’incremento è del 9,3%, pari a circa 78mila presenze in più, anche se il dato resta inferiore a quello di settembre 2025, quando i visitatori erano stati circa 1 milione e 85mila.

I numeri sono contenuti in un’analisi realizzata da Confcommercio Verona e VeronaUp sulla base dei dati di telefonia mobile. La ripresa di settembre è stata sostenuta soprattutto dalla componente italiana, mentre il turismo straniero ha registrato una flessione. Ad agosto le temperature elevate avevano contribuito alla contrazione degli arrivi, mentre nel mese successivo la capacità attrattiva della città, legata al patrimonio culturale, agli eventi e alle manifestazioni fieristiche, ha favorito il recupero.

La crescita degli italiani

I visitatori italiani sono passati dai circa 372mila di agosto ai quasi 493mila di settembre, con un aumento di oltre 120mila unità, pari al 32,5%. Nello stesso periodo gli stranieri sono diminuiti da 468mila a 424mila, con un calo del 9,4%. La loro incidenza sul totale è scesa dal 55,7% al 46,3%, mentre quella degli italiani è salita dal 44,3% al 53,7%.

Tra i mercati internazionali gli Stati Uniti hanno conquistato il primo posto con 50,5mila visitatori, in aumento dell’83,6% rispetto ai 27,5mila di agosto. Seguono la Germania, con 49,2mila presenze, e la Francia, con 48,2mila. I Paesi Bassi hanno raggiunto quota 40,7mila, la Polonia 36,6mila e l’Austria 30,3mila. In crescita anche la Svezia, passata da 6,3mila a 10,5mila visitatori. Tra le altre provenienze figurano Spagna, Svizzera, Romania, Brasile, Belgio, Danimarca, Australia e Irlanda.

Provenienze e capacità di spesa

Il quadro delle provenienze italiane conferma il peso del turismo di prossimità. Escludendo la provincia di Verona, i flussi più consistenti arrivano da Vicenza, con 21,2mila visitatori, Brescia, con 19,4mila, Trento, con 15,3mila, Mantova, con 14,9mila, Padova, con 12,2mila, e Milano, con 11,9mila. Seguono Venezia, Treviso, Roma, Bolzano e Bergamo.

La capacità di spesa è rimasta sostanzialmente stabile. La fascia High spending rappresenta il 25,9% dei visitatori, mentre quella Mid-High si attesta al 16,6%. Insieme, le due fasce con maggiore capacità di spesa raggiungono il 42,5% del totale, una quota vicina al 43% di agosto. La fascia Mid vale il 15,5%, la Mid-Low il 18,4% e la Low il 23,7%.

Anche la frequenza delle visite non registra variazioni significative: il 64% dei visitatori è stato presente nell’area monitorata per un solo giorno nel corso del mese, mentre il 26,6% vi ha avuto accesso per un periodo compreso tra due e quattro giorni. Tra gli stranieri la quota di chi si è fermato un solo giorno sale al 77,4%, un dato che segnala la necessità di creare ulteriori occasioni di permanenza.

Per Nicola Dal Dosso, direttore generale di Confcommercio Verona, il recupero di quasi 80mila visitatori e la tenuta della capacità di spesa rappresentano elementi positivi. Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Confcommercio Verona, sottolinea invece il ruolo degli eventi e la necessità di valorizzare le mete meno conosciute della provincia, insieme allo sviluppo del turismo congressuale, per distribuire meglio i flussi e prolungare la stagione.