In occasione del World Thrombosis Day, celebrato il 13 ottobre, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha allestito un punto informativo nel terminal partenze dell’aeroporto Catullo. L’obiettivo è stato fornire ai passeggeri indicazioni sulla prevenzione della cosiddetta trombosi del viaggiatore, associata soprattutto ai tragitti di lunga durata e ai periodi prolungati trascorsi seduti.
Secondo le informazioni diffuse dagli specialisti, rimanere immobili per oltre quattro ore può aumentare fino a tre volte il rischio di sviluppare una trombosi venosa. Per il secondo anno consecutivo, lo stand è stato gestito dall’équipe dell’Unità operativa complessa Medicina Interna B di Borgo Roma, diretta dalla professoressa Simonetta Friso. Medici e specializzandi hanno risposto alle domande dei viaggiatori, mentre in aeroporto erano disponibili dépliant in sette lingue e un video informativo trasmesso sui monitor dello scalo.
Il rischio legato all’immobilità
Il tromboembolismo venoso consiste nella formazione di coaguli all’interno delle vene. Tra le principali manifestazioni rientrano la trombosi venosa profonda, che interessa soprattutto gli arti inferiori, e l’embolia polmonare, che può verificarsi quando un frammento del coagulo raggiunge cuore e polmoni ostacolando la circolazione. Il rischio tende ad aumentare con l’età e risulta leggermente più frequente tra le donne.
Per ridurre le probabilità durante un viaggio, gli specialisti consigliano di evitare la sedentarietà prolungata, camminare quando possibile anche nelle aree di imbarco, muovere con regolarità gambe e caviglie mentre si è seduti, bere spesso e indossare abiti comodi. Prima di utilizzare calze a compressione graduata è comunque opportuno consultare il proprio medico. Gli anticoagulanti e gli antiaggreganti non devono essere assunti autonomamente: il professor Nicola Martinelli, coordinatore del gruppo Coagulazione e Trombosi, ha evidenziato l’assenza di prove scientifiche solide a sostegno dell’uso preventivo senza prescrizione e il possibile rischio di effetti collaterali.
L’iniziativa coinvolge anche Venezia
La campagna è stata estesa quest’anno anche all’aeroporto Marco Polo di Venezia, con il coinvolgimento dell’équipe Save, degli specialisti di Verona e Padova e del Suem 118 di Verona. La sensibilizzazione è stata realizzata in collaborazione con l’Azienda ospedaliera di Padova e con il patrocinio dell’International Society on Thrombosis and Haemostasis.
Il progetto nasce dall’esperienza dell’ambulatorio dedicato alle patologie trombotiche e alle alterazioni della coagulazione attivo a Borgo Roma. Alla giornata hanno partecipato anche rappresentanti dell’aeroporto Catullo, tra cui l’amministratrice delegata Alessandra Bonetti e il responsabile dell’area movimento e terminal Paolo Sandrini, insieme ai professionisti dell’équipe medica. La prevenzione, hanno sottolineato gli specialisti, si basa soprattutto su movimento e idratazione ed è importante sia per le persone sane sia per chi segue già una terapia farmacologica.