Verona ha raggiunto il traguardo del centesimo trapianto di rene nel 2026. L’intervento è stato eseguito all’inizio di ottobre all’Aoui e il paziente ha concluso regolarmente il decorso clinico. Il risultato è arrivato con tre mesi di anticipo rispetto all’anno precedente e conferma la crescita dell’attività dell’Unità semplice dipartimentale Trapianti di rene, diretta da Alessandro Antonelli.
Nel 2025 il centro aveva chiuso con 113 interventi, contro i 91 del 2024. L’incremento è stato collegato soprattutto all’introduzione della chirurgia robotica e al potenziamento dei trapianti da donatore vivente. Nell’estate dello scorso anno era stato realizzato il primo intervento interamente robotico da donatore vivente, con il rene prelevato dal fratello del paziente, in collaborazione con l’Unità operativa complessa di Urologia.
La chirurgia robotica
La tecnica prevede una piccola incisione realizzata con l’assistenza del robot, mentre il posizionamento dell’organo viene completato manualmente con l’aiuto di un divaricatore. Il sistema consente una maggiore precisione nella fase chirurgica e ricostruttiva. Tra i principali benefici indicati per i pazienti ci sono incisioni più ridotte, un recupero postoperatorio più rapido e un approccio meno invasivo.
In Italia vengono eseguiti ogni anno circa 2.500 trapianti di rene, il tipo di trapianto d’organo più frequente. Gli interventi da donatore vivente rappresentano invece una quota compresa tra il 10 e il 15 per cento. L’applicazione di nuovi protocolli ha ampliato fino a 80 anni l’età dei possibili donatori, contribuendo ad aumentare il numero delle procedure. Il coordinamento dell’Aoui raccoglie il consenso dei familiari, mentre gli organi da donatore deceduto arrivano sia dall’Azienda ospedaliera sia dalla Rete nazionale trapianti.
I numeri del centro
Per longevità e quantità di interventi, l’Unità veronese è indicata tra i primi cinque centri italiani. Nel 2025 i 113 trapianti comprendevano 97 organi provenienti da donatori deceduti e 16 da donatori viventi. Sono stati inoltre eseguiti sei trapianti di entrambi i reni, un intervento combinato rene-fegato e uno combinato cuore-rene.
L’attività dell’Aoui riguarda anche i trapianti di cuore e fegato. Nel complesso, l’azienda ospedaliera ha realizzato 215 interventi nel 2025, collocandosi tra le realtà di riferimento della rete nazionale secondo l’ultimo rapporto del Centro nazionale trapianti. Il risultato ha contribuito al primato del Veneto per donazioni e trapianti.
L’équipe guidata da Antonelli comprende i chirurghi Paola Donato, Rostand Momo, Francesco Nacchia, Gabriele Ugolini, Giovanni Corghi e Riccardo Bertolo. Al percorso partecipano anche il personale infermieristico coordinato da Filippo Zanolli, gli anestesisti e gli operatori di sala. Il lavoro coinvolge tutte le fasi, dalla donazione all’intervento fino alla gestione successiva, con il contributo delle famiglie dei donatori e dei professionisti della rete trapiantologica.