Cure neonatali

Scelta a Verona la TIN di Borgo Trento per la simulazione nazionale

Il reparto dell’Aoui ospita una prova ad alta fedeltà sulle manovre per assistere i nati con estrema fragilità.

Scelta a Verona la TIN di Borgo Trento per la simulazione nazionale

La Terapia intensiva neonatale di Borgo Trento, a Verona, è stata selezionata tra le otto strutture italiane coinvolte in TINinTOUR, il progetto nazionale dedicato alla simulazione avanzata della rianimazione neonatale. L’iniziativa è promossa dalla Società Italiana di Neonatologia e ha fatto tappa al Centro Practice dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.

Nel corso della giornata, pediatri provenienti da fuori città hanno potuto esercitarsi sulle procedure necessarie per assistere un prematuro appena nato in condizioni critiche. Le manovre sono state svolte all’interno di un’unità mobile attrezzata con strumenti e dispositivi destinati a riprodurre scenari complessi di emergenza.

Un simulatore per le emergenze alla nascita

Il mezzo utilizzato per il progetto è dotato di una culla, di apparecchiature sanitarie e di un manichino ad alta fedeltà. Il modello può piangere, muoversi e diventare cianotico in caso di mancata respirazione, mentre un monitor collegato visualizza parametri vitali simulati. L’obiettivo è consentire agli specialisti di affinare il lavoro individuale e di squadra durante la rianimazione polmonare di un neonato estremamente prematuro.

La prematurità può presentarsi con diversi livelli di gravità. Nei parti che avvengono intorno alla 22ª o 23ª settimana di gravidanza, il peso del bambino può essere compreso tra 500 e 600 grammi e la respirazione autonoma può risultare impossibile perché i polmoni non sono ancora completamente sviluppati. In questi casi, i respiratori e le altre tecnologie di terapia intensiva sostengono le funzioni indispensabili alla sopravvivenza.

Il ruolo dell’hub veronese

La struttura di Borgo Trento afferisce all’Unità semplice dipartimentale Trasporto neonatale e pediatrico, diretta da Renzo Beghini. Il reparto dispone di 12 posti letto, attualmente in ampliamento, e assiste bambini con pesi che vanno da circa 500 grammi fino a oltre 3-3,5 chilogrammi. La degenza può proseguire anche per due o tre mesi, fino a quando il neonato raggiunge condizioni compatibili con la dimissione.

Oltre ai prematuri, vengono accolti neonati con altre fragilità che richiedono un ricovero, tra cui ittero, ipoglicemia e sottopeso. Verona svolge inoltre il ruolo di hub regionale per il trasporto neonatale e rappresenta il centro di riferimento per le province di Verona e Vicenza. Qui vengono trasferiti i bambini nati in ospedali privi di terapia intensiva neonatale e bisognosi di cure avanzate.

Quando arriva la segnalazione, viene attivata un’ambulanza equipaggiata con termoculla e respiratore, a bordo della quale operano un medico e un infermiere specializzati, disponibili 24 ore su 24. Secondo i dati forniti dal reparto, a Verona nascono ogni anno circa 2.500 bambini e la quota dei prematuri si colloca intorno al 7-9 per cento. La percentuale è più elevata nella struttura veronese perché vi vengono concentrati i casi più complessi e i neonati trasferiti dagli ospedali del territorio.

Il direttore generale dell’Aoui, Paolo Petralia, ha sottolineato il valore della formazione simulata per gli operatori chiamati a intervenire sui neonati fragili. Il progetto è organizzato da Accurate, società attiva nella formazione sanitaria attraverso la simulazione medica, con la sponsorizzazione non vincolante di Chiesi.