Rigenerazione urbana

L’ex magazzino ferroviario di Verona cambia volto con Adige Living

Il piano prevede alloggi accessibili, servizi collettivi e percorsi più sicuri nel quartiere orientale.

L’ex magazzino ferroviario di Verona cambia volto con Adige Living

Un nuovo percorso di recupero riguarda l’ex magazzino ferroviario di via Porto San Michele, nell’area di Porto San Pancrazio a Verona. Lo spazio, dismesso dalle Ferrovie dello Stato e inutilizzato dal 2006, è al centro della rimodulazione del progetto presentato dalla società proprietaria PSP Invest, ora denominato Adige Living.

La Giunta comunale ha approvato un primo atto di indirizzo sulla base della proposta dell’assessore al coordinamento dei lavori pubblici e dei progetti complessi, Tommaso Ferrari. L’obiettivo è trasformare l’area in un nuovo insediamento con prevalenza di funzioni residenziali e sportive, superando l’impostazione del precedente progetto approvato nel 2018 con il nome di Adige Docks.

Abitare e servizi per il quartiere

Il nuovo masterplan punta sulle cosiddette nuove forme dell’abitare, con alloggi destinati in particolare a studenti, giovani lavoratori e anziani. Sono previste inoltre soluzioni a medio e lungo termine, con attenzione a giovani coppie, famiglie e persone in condizioni di fragilità. Tra gli indirizzi indicati dall’amministrazione figurano anche l’edilizia sociale e la disponibilità di affitti accessibili, in risposta alla domanda abitativa della città.

Il progetto è stato collegato agli obiettivi del Documento preliminare del nuovo Piano di assetto del territorio, orientato alla rigenerazione urbana, al contenimento del consumo di suolo e alla costruzione di una Verona più inclusiva. L’area si trova inoltre a ridosso del Parco dell’Adige e dovrà essere progettata tenendo conto delle indicazioni contenute nel relativo piano ambientale.

Mobilità e partecipazione

Una parte dello studio riguarderà la mobilità dell’intera zona di Porto San Pancrazio. Le indicazioni comprendono il rafforzamento delle zone a 30 chilometri orari, il miglioramento della sicurezza dei percorsi ciclabili e una maggiore attenzione al trasporto pubblico. Le risorse generate dall’intervento dovranno inoltre contribuire alla realizzazione di opere e servizi destinati al quartiere.

Tra gli spazi pubblici ipotizzati ci sono un centro di comunità, una biblioteca e un punto informativo del Parco dell’Adige Sud. Il progetto prevede anche ambienti per le attività didattiche del Museo di Storia Naturale. Prima di arrivare a una definizione concreta, il percorso dovrà coinvolgere residenti, associazioni e circoscrizione, chiamati a indicare priorità e necessità del territorio.

L’atto approvato dalla Giunta rappresenta soltanto una prima fase. Le successive verifiche dovranno accertare la fattibilità dell’intervento e la coerenza del progetto con gli indirizzi fissati dall’amministrazione. Solo in seguito la proposta potrà essere sottoposta al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Ferrari ha spiegato che il confronto con i proponenti e con il quartiere servirà a valutare concretamente la possibilità di rigenerare un’area dismessa da quasi vent’anni.