Indagini in corso

A Verona banda del finto carabiniere: 13 truffe agli anziani

Cinque persone arrestate dopo l’inchiesta nata da un tentativo a Grezzana; a Zevio denunciata una coppia per un bonifico da 27.500 euro.

A Verona banda del finto carabiniere: 13 truffe agli anziani

Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Verona nell’ambito di un’indagine su una serie di truffe e rapine aggravate ai danni di anziani. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe messo a segno 13 colpi tra Verona e provincia, utilizzando il trucco del finto appartenente alle forze dell’ordine.

L’indagine partita da Grezzana

La prima operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nel territorio campano nei confronti dei presunti componenti dell’organizzazione. L’inchiesta era partita a maggio scorso dopo una denuncia per tentata rapina in abitazione a Grezzana.

In quell’occasione, un’anziana era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come appartenente alle forze dell’ordine. Poco dopo, nella sua abitazione, era arrivata una donna incaricata di ritirare oggetti preziosi. Durante la colluttazione con la vittima, la presunta complice aveva perso un’unghia artificiale. L’elemento, insieme alle immagini registrate all’interno del taxi utilizzato dai due per allontanarsi, si è rivelato utile per identificarla.

Gli ulteriori accertamenti, condotti attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e i riscontri sul territorio, hanno permesso di ricostruire il presunto modus operandi della banda. Il gruppo avrebbe fatto affidamento anche su un complice residente in provincia, incaricato di fornire ospitalità e di accompagnare i componenti alle stazioni ferroviarie di Verona e Peschiera del Garda, prima e dopo le azioni.

Il ruolo del Compro Oro

Gli investigatori hanno quindi identificato i cinque arrestati e individuato anche un esercizio di Compro Oro in provincia, ritenuto coinvolto nell’acquisto dei monili sottratti durante le truffe. Gli accertamenti hanno riguardato la provenienza degli oggetti preziosi e i passaggi successivi alle azioni contestate.

Un secondo episodio è stato accertato dai carabinieri di Zevio, appartenenti alla Compagnia di San Bonifacio. Il 27 ottobre i militari hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 53 anni e una donna di 56 anni, entrambi di origini campane e già noti alle forze dell’ordine. La coppia è ritenuta responsabile, in concorso, di truffa aggravata e frode informatica.

I due avrebbero telefonato a un 74enne di Zevio qualificandosi come carabinieri e prospettando un falso attacco hacker ai suoi conti correnti. Con questo pretesto sarebbero riusciti a fargli disporre un bonifico da 27.500 euro. Un successivo tentativo di ottenere altri 15mila euro non è andato a buon fine grazie al tempestivo intervento degli operatori bancari.