La Guardia di finanza di Verona ha confiscato 508.955,39 euro nell’ambito di un’indagine per reati tributari a carico di una società cooperativa con sede a Verona. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Tenenza di Bardolino dopo che la sentenza di condanna nei confronti dei responsabili è diventata irrevocabile.
L’accertamento fiscale
La vicenda trae origine da una verifica fiscale conclusa nel gennaio 2021. Gli accertamenti avevano evidenziato che la cooperativa non aveva dichiarato, ai fini dell’Iva, operazioni attive per oltre 2,3 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’omissione aveva determinato un’evasione d’imposta superiore al mezzo milione di euro.
Gli approfondimenti svolti dalle Fiamme gialle avevano consentito di individuare le responsabilità dell’amministratore di diritto e di quello di fatto della società. Entrambi erano stati denunciati alla Procura della Repubblica di Verona per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.
La condanna e la confisca
Il procedimento si è concluso con la sentenza numero 1432/23 del Tribunale di Verona, che ha condannato i due amministratori rispettivamente a un anno e sei mesi e a un anno di reclusione. I giudici avevano inoltre disposto il sequestro dei beni, finalizzato alla confisca fino a concorrenza del profitto del reato.
La decisione del Tribunale è stata confermata dalla Prima sezione penale della Corte d’Appello di Venezia ed è quindi diventata definitiva. Per dare esecuzione al provvedimento, i finanzieri di Bardolino hanno svolto accertamenti bancari e patrimoniali, individuando la somma su un conto corrente intestato a uno dei condannati.
Il denaro è stato successivamente confiscato e versato al Fondo unico di giustizia. Le risorse entrano così nel patrimonio destinato allo Stato, in applicazione della misura disposta dall’autorità giudiziaria a seguito della condanna per i reati tributari contestati.