Mercato immobiliare

Case a Verona, il Garda supera i 3.000 euro al metro quadro

Le rilevazioni OMI mostrano forti differenze tra località turistiche e Bassa veronese.

Case a Verona, il Garda supera i 3.000 euro al metro quadro

Comprare casa nella provincia di Verona può richiedere cifre molto diverse a seconda della zona. I dati elaborati da Quadrivo sulla base delle quotazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate riguardano il secondo semestre 2025 e prendono in esame 98 comuni e 262 zone OMI. Il valore centrale provinciale è di 995 euro al metro quadro, ma tra le località più costose del Garda e quelle della pianura esiste una distanza significativa.

Il capoluogo e le località del lago

A Verona città il valore centrale delle quotazioni OMI è di 1.830 euro al metro quadro, con una forbice che, in base alla zona e alla tipologia dell’immobile, va da 950 a 4.300 euro. Per un appartamento di 80 metri quadrati, il riferimento centrale equivale a circa 146.400 euro. Il dato OMI rappresenta però un valore di riferimento per zone omogenee e non coincide necessariamente con il prezzo richiesto negli annunci.

Le rilevazioni più recenti sugli immobili in vendita indicavano, a settembre 2026, un prezzo medio richiesto di 2.955 euro al metro quadro nel capoluogo, in aumento del 3,7% rispetto a un anno prima. Sul lago di Garda i valori risultano ancora più elevati. In cima alla graduatoria provinciale c’è Torri del Benaco, con 3.600 euro al metro quadro, seguita da Garda con 3.450 euro, Brenzone sul Garda con 3.310 euro, Bardolino con 3.100 euro e Malcesine con 3.080 euro.

Applicando questi valori a un’abitazione di 80 metri quadrati, si ottiene una stima teorica di circa 288 mila euro a Torri del Benaco, 276 mila a Garda e oltre 264 mila a Brenzone. Anche i prezzi richiesti negli annunci confermano il divario: a settembre 2026 idealista indicava 5.648 euro al metro quadro a Bardolino, 4.879 a Garda e 4.725 a Lazise. La domanda turistica e la disponibilità limitata di immobili contribuiscono a sostenere le quotazioni nelle località più richieste.

Dove si spende meno

La graduatoria dei valori centrali OMI vede tra i primi dieci comuni più cari anche Lazise, a 2.480 euro al metro quadro, Cavaion Veronese a 2.440, Peschiera del Garda a 2.150, Costermano sul Garda a 2.130 e Affi a 1.900. Dopo Verona si trovano Pastrengo, Sona e San Zeno di Montagna.

Per chi cerca prezzi più accessibili, l’area di riferimento è soprattutto la Bassa Veronese. Veronella e Terrazzo registrano il valore centrale più basso, pari a 720 euro al metro quadro. Seguono Roverchiara, Sorgà e Villa Bartolomea con 730 euro. Casaleone, Castagnaro e Sant’Anna d’Alfaedo sono a 740 euro, mentre numerosi comuni della pianura si attestano a 750 euro. Cerea arriva a 760 euro e Minerbe a 780.

Per un alloggio di 80 metri quadrati, il valore teorico scende così a circa 57.600 euro nei comuni con quotazioni di 720 euro al metro quadro. Si tratta di stime indicative, perché il prezzo effettivo dipende da posizione, stato di conservazione, classe energetica, piano, esposizione, ascensore, garage e terrazzo.

Quadrivo ha inoltre messo in rapporto il valore dell’abitazione con il reddito netto medio individuale. A Verona, un immobile di 80 metri quadrati al valore centrale OMI corrisponde a 6,1 anni di reddito. Nelle località turistiche il rapporto sale a 13,1 anni a Brenzone, 12 a Garda e 11,6 a Torri del Benaco, mentre a Veronella scende a 2,9 anni. Nel complesso, i dati descrivono un territorio fortemente differenziato: il Garda costituisce un mercato distinto, il capoluogo e l’hinterland presentano valori intermedi e la Bassa mantiene quotazioni più contenute. A settembre 2026, il prezzo medio richiesto nella provincia era di 2.632 euro al metro quadro, il 7,3% in più rispetto a un anno prima.