Astrofisica in scena

A Verona debutta il monologo sull’universo di Silvia Girardi

Amalia affronta materia oscura, relatività e interrogativi sull’esistenza, con un intervento introduttivo del cosmologo Yves Gaspar.

A Verona debutta il monologo sull’universo di Silvia Girardi

Debutta venerdì 6 novembre alle 21, al Teatro Fucina Machiavelli di Verona, il nuovo spettacolo di Silvia Girardi, attrice e autrice veronese con una carriera internazionale. L’opera propone un monologo che intreccia divulgazione scientifica e riflessione sulla condizione umana, muovendosi tra le meraviglie dell’astrofisica e le domande più intime legate all’esistenza.

Un viaggio tra cosmo e fragilità

Al centro del racconto c’è Amalia, una donna comune e curiosa chiamata ad affrontare un compito apparentemente impossibile: spiegare al pubblico alcuni dei concetti più complessi della fisica moderna attraverso il suo kit per capire tutto. Tra esperimenti goffi e riflessioni personali, la protagonista si confronta con la materia oscura, la relatività e gli interrogativi sull’origine e sull’evoluzione dell’universo.

La drammaturgia accosta il rigore scientifico allo stupore infantile e alla solitudine. Le domande sull’infinitamente grande e sull’infinitamente piccolo diventano così il punto di partenza per parlare di amicizia perduta, desiderio di connessione e bisogno di comprendere il mondo. L’assenza di risposte definitive non viene risolta, ma diventa lo spazio per una riflessione sul senso dell’esistenza.

Il contributo del cosmologo

Prima dell’inizio dello spettacolo, il pubblico potrà assistere a un breve excursus del professor Yves Gaspar, cosmologo con un dottorato conseguito a Cambridge. L’intervento accompagnerà gli spettatori attraverso alcuni grandi interrogativi della cosmologia, dalla materia oscura all’energia, dalla gravità all’evoluzione dell’universo.

Il lavoro nasce dagli interrogativi della stessa Silvia Girardi, la cui ricerca si concentra da tempo sull’incontro tra teatro, ambiente, poesia e scienza. Lo spettacolo esplora quindi il rapporto tra linguaggi e pratiche artistiche, utilizzando la scena per avvicinare temi scientifici e dimensione emotiva senza separarli dalle esperienze quotidiane.

I biglietti hanno un costo di 14 euro per l’intero, 12 euro per under 30 e over 70, 10 euro per le convenzioni e 8 euro per gli under 18. Sono acquistabili in biglietteria a partire da un’ora prima dell’inizio oppure online sul sito della Fucina Culturale Machiavelli.