Politiche abitative

Affitti, Verona chiude in anticipo il bando per i giovani

130mila euro destinati a 67 beneficiari: contributo mensile fino a 200 euro, durata prevista dodici mesi

Affitti, Verona chiude in anticipo il bando per i giovani

Il Comune di Verona ha deciso di chiudere con effetto immediato il bando Verona Abita Giovane, inizialmente aperto fino al 15 novembre. La misura, rivolta agli under 35 che nel 2026 hanno sottoscritto contratti di locazione a canone concordato, ha ricevuto un numero di richieste superiore alle previsioni e ha portato all’esaurimento delle risorse disponibili.

Per rispondere all’elevata partecipazione, l’amministrazione ha incrementato lo stanziamento iniziale di 80mila euro con ulteriori 50mila euro. Il fondo complessivo ha quindi raggiunto 130mila euro. Il bando rappresenta una misura pilota destinata a sostenere i giovani che incontrano difficoltà nel mercato privato degli affitti, pur non rientrando nei requisiti per l’accesso alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica.

Le domande esaminate dall’Agenzia Sociale

Secondo i dati diffusi dal Comune, tutte le richieste presentate a partire dall’estate sono state esaminate dalla neo-costituita Agenzia Sociale per l’Abitare. Circa un quarto delle domande è risultato ammissibile dopo la verifica della documentazione e degli altri requisiti previsti dall’avviso. I beneficiari selezionati sono 67 e riceveranno un contributo massimo mensile di 200 euro, modulato in base agli scaglioni Isee, per dodici mesi.

Il profilo dei beneficiari mostra che il 10,4% ha meno di 26 anni, il 56,7% ha un’età compresa tra 26 e 30 anni e il 32,8% tra 31 e 35 anni. Il 44,8% delle domande accolte riguarda giovani donne. Sul piano economico, il 74,6% dei beneficiari ha un Isee inferiore a 20mila euro, mentre il restante 25,4% si colloca tra 20mila e 33mila euro.

Ipotesi di riproposizione nel 2027

L’86,6% dei beneficiari è composto da lavoratori e lavoratrici con contratto subordinato, il 92,5% da cittadini italiani e l’80,6% da nuclei familiari composti da una sola persona. I numeri, secondo l’amministrazione, evidenziano la domanda di strumenti di sostegno rivolti a chi non riesce a sostenere i canoni del libero mercato ma non accede all’edilizia pubblica.

L’assessora alle politiche abitative Luisa Ceni ha spiegato che l’esperienza maturata potrebbe consentire di riproporre il bando nel 2027, con modifiche per migliorare l’efficacia dell’intervento e valutare anche misure rivolte all’offerta. Gli uffici della Direzione servizi sociali, in collaborazione con l’Agenzia Sociale per l’Abitare, stanno già analizzando possibili sviluppi e un ruolo più attivo del Comune nei meccanismi di calmierazione del mercato locativo privato.