Vertenza industriale

Fdf, i lavoratori di Vallese respingono l’esodo da 10mila euro

Sessanta dipendenti chiedono nuove garanzie e la riapertura del confronto con l’azienda.

Fdf, i lavoratori di Vallese respingono l’esodo da 10mila euro

I lavoratori dello stabilimento Fdf di Vallese di Oppeano hanno respinto all’unanimità l’ipotesi di accordo sull’incentivo all’esodo volontario presentata dall’azienda. La decisione è stata presa nel corso dell’assemblea convocata per discutere le condizioni proposte ai dipendenti coinvolti nella vertenza.

L’intesa prevedeva un contributo di 10mila euro per chi avesse scelto di lasciare il posto di lavoro entro la fine di ottobre. Una somma ritenuta inadeguata dai lavoratori e dalla Fiom-Cgil di Verona, considerando la situazione dello stabilimento e le prospettive occupazionali delle 60 persone interessate.

Il sindacato: riaprire il confronto

La Fiom-Cgil di Verona ha definito la proposta irricevibile e ha annunciato la prosecuzione della mobilitazione. Il sindacato chiede la riapertura immediata del tavolo di confronto, con l’obiettivo di rivedere le condizioni dell’accordo e di individuare possibili alternative industriali per il sito produttivo di Vallese.

Tra le ipotesi indicate dalla rappresentanza dei lavoratori c’è la ricerca di un nuovo soggetto imprenditoriale disposto a rilevare l’area e lo stabilimento, salvaguardando l’occupazione e la presenza produttiva sul territorio. La priorità, secondo la Fiom, è evitare che la vertenza si traduca nella perdita dei posti di lavoro e garantire un futuro all’impianto.

«La proposta formulata dall’azienda è, soprattutto in questo contesto, una grave mancanza di rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della Fdf», ha dichiarato Martino Braccioforte, segretario generale della Fiom-Cgil di Verona. Il dirigente sindacale ha aggiunto che non può essere scaricato sulle 60 famiglie il costo di quella che il sindacato considera una cattiva gestione, chiedendo dignità, rispetto e risposte adeguate.

La Fiom ha infine rivolto un appello alle istituzioni e alle imprese del territorio affinché intervengano a sostegno della vertenza. Il confronto dovrà ora concentrarsi sulla tutela dei dipendenti e sulla possibilità di mantenere attiva la produzione nello stabilimento di Oppeano.