Indagine giudiziaria

Caso Dalla Chiara, il marito lunedì davanti al giudice

Nadir Rossi, 35 anni, deve rispondere del decesso della consorte: contestate somministrazioni non terapeutiche durante e fuori dal ricovero.

Caso Dalla Chiara, il marito lunedì davanti al giudice

È fissato per lunedì 2 novembre, nel carcere di Montorio a Verona, l’interrogatorio di garanzia di Nadir Rossi, 35 anni, arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Jessica Dalla Chiara. La donna, che aveva 32 anni, è morta il 24 giugno 2024 nella loro abitazione di Bussolengo.

Rossi, ex infermiere del pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Roma, dovrà fornire al giudice la propria versione dei fatti. L’accusa sostiene che avrebbe somministrato alla moglie dosi di insulina attraverso iniezioni praticate sia a casa sia durante il ricovero in ospedale.

Le contestazioni della Procura

Secondo la ricostruzione investigativa, le somministrazioni non avrebbero avuto finalità terapeutiche e avrebbero provocato ripetuti episodi di ipoglicemia, fino alla crisi ritenuta fatale. La qualifica professionale dell’uomo, sempre secondo gli inquirenti, gli avrebbe consentito di accedere al reparto anche al di fuori degli orari di visita.

Oltre all’omicidio, a Rossi vengono contestati anche il tentato omicidio, la soppressione di cadavere, la truffa assicurativa e il peculato di farmaci. Si tratta di accuse che dovranno essere valutate nel corso del procedimento e rispetto alle quali l’indagato potrà esercitare il diritto di difesa durante l’interrogatorio.

Il possibile movente economico

Gli investigatori della Squadra mobile di Verona ritengono che il possibile movente possa essere collegato a una polizza sulla vita intestata a Jessica Dalla Chiara. Dalla polizza, secondo l’ipotesi accusatoria, Rossi avrebbe ottenuto un indennizzo di 100mila euro.

Per gli inquirenti, l’ex infermiere avrebbe inoltre somministrato alla moglie tranquillanti a sua insaputa. Dopo la morte della donna, avrebbe poi accelerato i tempi della cremazione, impedendo così l’esecuzione dell’autopsia. Anche questi elementi rientrano nel quadro investigativo alla base dell’arresto.

I primi sospetti sarebbero emersi da alcune segnalazioni dell’Aoui, legate agli esiti degli accertamenti post mortem, e dalle indicazioni fornite dai familiari della vittima. In particolare, i genitori di Jessica avrebbero manifestato fin dall’inizio dubbi sulle reali cause del decesso.

Un ulteriore elemento sarebbe stato ricavato dall’analisi della cronologia delle ricerche online attribuite all’indagato. A partire dall’aprile 2024, diverse settimane prima dei malesseri della moglie, Rossi avrebbe cercato informazioni sui sintomi dell’ipoglicemia grave, sulla diagnosi differenziale dell’iperinsulinismo e sulle tecniche tossicologiche forensi per individuare un’overdose da insulina. L’interrogatorio davanti al giudice dovrà chiarire la sua posizione e la sua versione della vicenda.