Si è conclusa con un accordo la trattativa sulla vertenza Fdf nello stabilimento di Vallese di Oppeano. L’intesa, raggiunta il 28 ottobre con la mediazione dell’Unità di crisi della Regione Veneto, accoglie le richieste avanzate dalla Fiom di Verona e dalla rappresentanza sindacale unitaria.
Il punto centrale dell’accordo è la proroga dell’ammortizzatore sociale fino ad aprile 2027. Per i lavoratori sono inoltre previsti percorsi di formazione e ricollocamento professionale finanziati dalla Regione Veneto, insieme a condizioni economiche considerate adeguate per chi deciderà di lasciare volontariamente l’azienda.
Sei mesi per una nuova prospettiva
L’intesa apre una fase di ulteriori sei mesi durante la quale dovranno essere valutate possibili soluzioni per il futuro dello stabilimento. Tra gli impegni indicati figura anche la disponibilità ad avviare interlocuzioni su eventuali progetti di reindustrializzazione del sito, mentre resta sullo sfondo il rischio di chiusura dello stabilimento di Vallese.
La Fiom di Verona ha accolto positivamente il risultato. Il segretario generale Martino Braccioforte ha sottolineato che l’accordo consente di rafforzare la protezione sociale, sostenere la formazione e garantire un’uscita volontaria con condizioni economiche dignitose. Secondo il sindacato, si tratta di un risultato non scontato, ma non ancora sufficiente a considerare conclusa la vertenza.
L’obiettivo resta trovare un compratore
La priorità indicata dalla Fiom è infatti individuare un compratore in grado di assicurare la continuità produttiva e la salvaguardia dei posti di lavoro. Braccioforte ha definito decisiva la finestra che si apre ora, chiedendo di esplorare tutte le possibilità per la reindustrializzazione dell’area di Vallese di Oppeano.
Il sindacato si è rivolto agli imprenditori e agli investitori del territorio, evidenziando le potenzialità del sito e le competenze delle maestranze. L’appello è a valutare un progetto industriale capace di mantenere l’attività e offrire una prospettiva occupazionale stabile, evitando la dispersione del patrimonio produttivo legato allo stabilimento veronese.