L’apertura dell’ambulatorio di audiologia infantile all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio viene accolta con favore, ma anche accompagnata da rilievi critici. Il Comitato per la difesa dell’ospedale contesta infatti la presentazione dell’iniziativa come un nuovo investimento sanitario, sottolineando che si tratta del trasferimento di un servizio già attivo nel distretto di via del Capitel, a Verona.
La nuova sede potrà consentire alle famiglie dell’Est Veronese di evitare gli spostamenti verso il capoluogo per sottoporre i bambini agli esami audiometrici. Secondo il Comitato, tuttavia, l’attivazione dell’ambulatorio non risolve le principali difficoltà che interessano l’offerta sanitaria del territorio e che richiederebbero interventi considerati più urgenti.
Liste d’attesa e agende chiuse
Tra le criticità segnalate ci sono soprattutto i tempi per la chirurgia della cataratta. In base alle segnalazioni raccolte dall’associazione, le attese supererebbero i 24 mesi, con conseguenze rilevanti per le persone anziane e per il mantenimento della loro autonomia.
Il Comitato richiama inoltre la situazione della Neuropsichiatria infantile. Per numerose prestazioni, le agende risulterebbero chiuse, impedendo alle famiglie di prenotare una visita anche attraverso il Centro unico di prenotazione. La richiesta riguarda quindi non solo l’ampliamento dei servizi, ma anche la possibilità concreta di accedere alle prestazioni e di garantire la presa in carico dei minori.
La richiesta alla Ulss 9
L’associazione chiede alla direzione dell’Ulss 9 Scaligera e al consigliere regionale Matteo Pressi di chiarire quali risorse di personale saranno destinate al servizio di audiologia trasferito. Al tempo stesso, sollecita indicazioni precise sugli interventi previsti per ridurre le attese in oculistica e riaprire le agende della neuropsichiatria infantile.
La posizione del Comitato è sintetizzata nella richiesta di affiancare agli annunci risposte operative. L’obiettivo indicato è riportare al centro dell’attenzione il diritto alle cure, riducendo gli ostacoli per gli utenti e assicurando alle famiglie dell’area un accesso più tempestivo ai servizi sanitari.